Ieri è stata trasmessa la prima puntata della stagione di Report (non mi chiedete come l’abbia vista, nel caso non lo sappiate ancora, ecco qua), preceduta alcune settimane fa dalle polemiche sul mancato riconoscimento alla trasmissione della tutela legale, da parte di mamma Rai (poi concessa).

Si comincia con un’inchiesta sulla burocrazia edile italiana dove detti e contraddetti, dossi e paradossi, accessi ed eccessi, la fanno da padrone. Il paradosso più evidente risulta essere il rispetto delle (innumerevoli) regole le quali anzichè garantire sicurezza e qualità forniscono infiniti cavilli amministrativi e assurdi circoli viziosi, ponendo il cittadino in una condizione di immobilismo (è il caso di dirlo) e confusione, che rende la mancata ottemperanza alle regole, una scelta obbligata e spesso consigliata, con la conseguenza di ingenti danni sociali, economici e architettonici. Il paragone fatto con la Germania è sconvolgente, come ad esempio il fatto che il regolamento edilizio tedesco è contenuto in tre pagine, quello italiano in tre libri !

Un buon intermezzo è dato dal servizio sui libri scolastici redatti dagli stessi insegnanti della scuola (un buon esempio di DIY).

Le telecamere ritornano sulle scene della situazione del trattamento dei rifiuti a Roma, tra manifestazioni di cittadini e genitori preoccupati e straordinarie intuizioni di imprenditori “illuminati”. Una situazione che ricorda la  Campania (chiamata in causa anche nel precedente servizio sull’edilizia, nell’ambito dell’abusivismo su grande scala).

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