Puntata “viziosa” di AnnoZero, riguardante il recente scandalo sessuale con annesso ricatto a danno del coinvolto Piero Marrazzo, costretto per questo a dimettersi dalla carica di governatore del Lazio.

Ospiti la contenuta e trattenuta Debora Serracchiani del Partito Democratico, Francesco Stor(ipensando)a(ldu)ce, segretario de La Destra ed ex presidente della Regione Lazio prima di Marrazzo; i (compiacenti e compiaciuti) direttori Maurizio Belpietro di Libero e Antonio Polito de Il Riformista; la presenza del transessuale Kristal da Padova, è stata vista da alcuni “osservatori” come una manovra di Santoro per accumulare ascolti e per questo doppiamente discutibile … suvvia, i bambini sono ormai abituati alle fasce pro-tette, siamo veramente così puritani e bigotti ? Se si parla di una vicenda riguardante transessuali, è giusto che compaia qualche rappresentante della categoria, no ? Dove dovrebbe stare l’ imbarazzo, e chi dovrebbe provare questo imbarazzo ? Forse Marrazzo nella poco invidiabile situazione in cui si trova ? Forse il PD, che per la seconda volta dopo il caso Sircana, vede scoprire uno dei propri membri in un giro di prostituzione con trans, al contrario dell’ avversario Berlusconi, che con la sua profic(u)a condotta e la sua onnipresenza mediatica, può fare il bello e il cattivo tempo nella politica italiana ? Silvio va con donne vere e da gran signore le (ri)paga delle loro attenzioni … che imparino questi comunisti, che passare da accusatori ad accusati, è proprio una facile trans-izione … chissà passare da deputato a imputato, poi …

Santoro vuole Berlusconi; lo vuole perchè vuole trattarlo, come Letterman tratta Obama e perchè giustamente è geloso dei due PR di ambedue gli schieramenti : Vespa e Floris. Con il primo, il presidente parla e prende la parola, anzi qualche volta si presenta e si commenta da solo … e magari in preda a sincera modestia si loda e si imbroda da solo, il tutto sotto gli occhi lucidi e lo sguardo fiero dello “zio” Bruno, che con autorevole rispetto (come dicevano i Latinicaptatio benevolentiae ?!) e  audace permissività (o remissività ?!) rende onore alla terza camera dello stato. Con il secondo, il colloquio è più distaccato, più sul telefonico, in questo caso il nostro capo(comico) con maschio incedere ed invisibilità ed intangibilità recuperate dall’ intervallo tra Prima Repubblica e Seconda Repubblica, si sostituisce al formale presentatore, producendo verbalità che mai, dico mai, possono indurre al dubbio e che risultano in qualcosa di sacro e cerimoniale, a cui assistere in religioso silenzio. Vedasi ultima puntata di Ballarò, di cui non pubblico nessun estratto per rispetto ai lettori.

Pensate ad un discorso con Santoro … adesso che non è più l’unico “dipendente pubblico della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti gli italiani” … no, non lo pubblico il video perchè vi voglio bene e francamente non ho il coraggio, è troppo …

Chiedo pubblicamente a Silvio Berlusconi di presentarsi ad AnnoZero, preferibilmente con (e)scorta, per fare sfoggio della propria virtù immacolata e di mettere a tacere (senza aiuti esterni … Ghedini, Lupi, Bocchino & Co. sono avvertiti !) ogni voce contraria alla volontà della nostra guida, del nostro comandante, della nostra luce (come dicevano i Latinidux lux ?!), quindi mascalzoni ignoranti e falsificatori della realtà, in altre parole comunisti come Travaglio e Santoro, state buoni !

Vauro dietro la lavagna ! E senza gesso !

Va bene, basta parlare di amenità, parliamo di cose serie, parliamo della puntata …

Dopo una introduzione e diverse supposizioni sul caso Marrazzo, con contorno di Belpietro a base di “Daglie giù di brutto, son tutti comunisti !”, arriva il momento più crudo e inquietante della puntata (seriamente), l’ intervista ad Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, arrestato dai Carabinieri per possesso di droga, e morto con varie ecchimosi sul corpo, durante la detenzione in carcere, e di cui alla famiglia ha ricevuto notizia, dopo una settimana in attesa di informazioni, sotto forma di richiesta di autopsia da parte del PM; per questo motivo e per l’ oscurità di questa assurda tragedia, la famiglia ha deciso di pubblicare le foto del corpo martoriato del loro caro. Un fatto che ha avuto ampio seguito su blog, giornali e media, tra questi Il Fatto Quotidiano. Tutto questo ricorda molto la morte di Federico Aldrovandi del quale Grillo se ne prese cura con una iniziativa. Terribile, davvero terribile !

Per quanto questa possa essere sembrata una digressione sull’ argomento, è servita per dare uno stacco alla puntata e accendere la mi(na)ccia Travaglio. Avendo messo a confronto il caso Marrazzo con il caso Berlusconi, il giornalista ha poi dovuto fare i conti prima con il dissenso di Belpietro e poi con la fine intellettualità di Storace, sulle incomprese lezioni di stile di Berlusconi, dove poi si è inserita anche la novizia del PD Serracchiani, per cercare di dare il proprio apporto alla discussione. Vengono poi mostrati dei documenti audio di Alfonso Signorini e Silvio Berlusconi sulla questione dei ricatti e sul loro “coinvolgimento” nel caso Marrazzo, e a supporto di ciò, arriva un’ altra bomba, un esperto in gossip, ricatti, vizi e stravizi, l’ adone furbacchione Fabrizio Corona, poi citato da Travaglio, per aver venduto a Berlusconi, alcune foto  della figlia, e di avere ingrandito la fotocopia dell’ assegno, sfoggiandola nel proprio studio; a Napoli dicesi figlio e n’drocchia, cioè persona furba e irriverente, a cui si raccomanda : Se t’acchiappan … fuje, fuje !!! (Non necessita di traduzione)

Vi lascio con un link con alcuni video che avrei voluto pubblicare, e che può rappresentare un altro punto di vista. Devo solo inserire il finale col bischero Vauro

Beato Travaglio che se la ride …

A dire la verità, non sono riuscito a capire molto di questa puntata, visto che diventa sempre più difficile distinguere la vera verità (e non è un gioco di parole, perchè possono esistere anche false verità) dalle menzogne in buona fede(ltà), per l’ italico (o forse no ?!) vezzo del gioco del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, e del propagare all’ infinito i fatti ammantandoli di un velo di mito e dicerìe, il tutto condito da una buona dose di obiettiva cecità e di grossolane approssimazioni.

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