Spero di non finire nei guai con questo articolo … Non vorrei passare per un venditore di fumo o buttare fumo negli occhi … Vi avverto che questi sono solo i primi di una lunga serie di doppi sensi su questa “ambigua” pianta.

La canapa è una pianta che per secoli ha avuto versatili utilizzi nelle civiltà presso cui era conosciuta : innanzittutto come fibra, con le quali ottenere corde, tessuti, carta e recipienti, come mangime per il bestiame, come olio o alcool per produrre farmaci e combustibile e un ultimo uso, forse tanto stupido quanto grottescamente umano : psicotroparsi (= sballarsi, attenuare la propria coscienza, inibire i propri freni inibitori).

Nella mia zona, in passato, la città di Angri era conosciuta dal punto di vista agricolo per la coltivazione di canapa per scopi tessili. Oggi parlare di canapa da quelle parti e non solo, equivale a sentire le solite storie di spinelli e ragazzi fermati dalle forze dell’ ordine per possesso di piccoli quantitativi di “erba”. Non parliamo poi dei Monti Lattari, che purtroppo stanno acquisendo una sempre più brutta fama come punti di coltivazione clandestina del controverso vegetale, per scopi di spaccio, soprattutto da parte di organizzazioni criminali della zona, le quali non si limitano solo a questo.

E per essere un pò più europei e meno ita(g)liani, basta ricordare la regione inglese dell’ Hampshire (hamp = canapa), che deve il suo nome e la sua passata ricchezza anche ai frutti (proibiti ?!) della propria terra. In passato un esempio di conseguenze del proibizionismo, ci fu dato dagli Stati Uniti, con Al Capone e tutti i gangsters che si arricchirono con i traffici dell’ allora bandito alcool. Se poi pensiamo che nelle stazioni di servizio delle autostrade italiane puoi acquistare vino e superalcolici (con lo sconto), mentre in Inghilterra ti rispondono che non hanno la licenza di vendita, allora si capisce che in Italia “qualche” paradosso c’è (vedi polemiche attuali su crocifisso si – crocifisso no, l’ anno scorso fu una denuncia di un singolo cittadino, quest’ anno c’è di mezzo l’ UE …), ma questo è un altro discorso. Sarà una questione di interessi economici come quando un paio di anni fa in Spagna, il Primo Ministro Zapatero, con il buon intento di combattere l’ alcolismo giovanile, propose delle restrizioni alla pubblicità e al commercio di alcolici (), che gli scatenarono contro le associazioni vinicole che in quel periodo celebravano il superamento della produzione vinicola nazionale su quella italiana. Schwarznegger, come governatore della California, propose di liberalizzare la canapa (), imponendo delle tasse che ne regolassero il consumo, un pò come le sigarette da noi. Recentemente anche il presidente degli Stati Uniti Obama lasciò uno spiraglio alla liberalizzazione della canapa (). Proprio questi ultimi due finirono nell’ occhio del ciclone per aver fatto uso di canapa in passato.

Qualcuno potrebbe pensare : “Si comincia con la canapa e si finirà con la cocaina“. Certamente l’ uso prolungato e smodato di queste sostanze provoca danni al corpo e alla mente, ma anche sigarette e alimentazione sbagliata non fanno tanto bene. Per staccare da questa nota di populismo e qualunquismo, “aumento la dose” ricordando che la coca è una delle principali fonti di sostentamento per i mercati delle Ande dove le popolazioni locali, da secoli ne masticano le foglie come noi consumiamo caffè : per darsi la carica, per sopportare la fatica, per rilassarsi … E non sono proprio dei drogati … Del resto quante foglie di coca può masticare un singolo individuo quotidianamente … 10, 15, 20 ? Quanto principio attivo sotto forma di cocaina pura potranno assumere? Sempre meno di un cocainomane che si inietta in vena il quantitativo di principio attivo contenuto in una cinquantina di foglie … quindi bisognerebbe fare una distinzione tra uso e abuso …

Il bello è che i governi sudamericani (non solo per posizione geografica purtroppo) lottano contro i coltivatori di coca nelle foreste che sono i principali fornitori dei cartelli del narcotraffico, ricevendo fondi internazionali che  non servono allo scopo prefisso in quanto a coltivatori e a commercianti, vista la carenza o la mancanza di strade e mercati, conviene più coltivare clandestinamente e illegalmente la coca, visto che si troveranno sempre acquirenti pronti ad acquistare a qualunque condizione, piuttosto che coltivare e vendere caffè, cacao, banane, ananas o altro. Per citare qualche esempio positivo sul rapporto con queste piante, come non ricordare Bob Marley e il presidente della Bolivia Evo Morales per le loro attività antiproibizionistiche spesso controverse e politicamente scorrette, spesso strumentalizzate.

Ribadisco sempre che sono per la regolarizzazione non per lo spaccio libero. Forse sperare nel pieno controllo da parte dello Stato (e non solo italiano) può essere eccessivo, ma non si può voler tutto dalla vita. Se volete farvi una vostra opinione, vi lascio dei documenti su cui mi sono informato. Buona visione !

Video ben documentato fatto da un membro dei Punkreas, allegato in uno dei loro album

Anche Beppe Grillo se ne è occupato sul suo blog, questo qua sotto è uno dei suoi interventi video più noti sull’ argomento tratto dallo spettacolo “Cervello” del 1997

Mente annebbiata ?!

Questi sono i principali video che ho trovato sull’ argomento. Tante altre risorse possono essere trovate in giro per la Rete. L’ importante è consultarle con buon senso.

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