Tralasciando le cose brutte ma reali citate da Report nella puntata di ieri, devo dire che qualcosa mi è piaciuto, tipo la proposta di Ségolène Royal di istituire assemblee di cittadini, estratti da un ampio campione sociale, per controllare e migliorare l’ operato delle amministrazioni, avanzando proposte e facendo da contrappeso al(lo stra)potere delle classi dirigenti. Un bellissimo esempio di innovazione politica, oltre che un interessante esperimento di democrazia partecipativa dal basso, purtroppo stroncato dagli schieramenti politici francesi di destra e sinistra, rendendo la ex-sfidante di Sarkozy malvista dai suoi stessi colleghi di partito, con accuse di vario genere. Le intenzioni mi ricordano in Italia, i Meetup e le Liste a 5 stelle promossi da Beppe Grillo.

Nelle Good News (se le hanno chiamate così … ci sarà un motivo 🙂 ), mi ha fatto piacere ascoltare qualche aggiornamento sui biocombustibili (biodiesel, bioetanolo e gas naturale) nel servizio “Dalla padella al serbatoio“. Ricordo ancora il servizio del 2005 sul Brasile e sulla sua scelta negli anni ’70, quando nel resto del mondo, Italia compresa,  si parlava di crisi energetica e austerity, di produrre bioetanolo da autotrazione a partire dalle proprie sterminate (nel senso che per farle hanno anche sterminato un pò di  Foresta Amazzonica) coltivazioni di canna da zucchero. Una decisione che attirò le case automobilistiche, Fiat compresa (tramite Magneti Marelli. Chi non conosce la Fiat Siena, con motore Flex a benzina, bioetanolo e benzina/bioetanolo, o magari TetraFuel, a benzina, benzina/bioetanolobioetanolo e metano ?), con la tecnologia FlexFuel. In tempi recenti l’ ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush (un petroliere guarda caso), in cerca di consensi (per ovvi motivi) ad un anno dalla scadenza del suo mandato, nel 2007 strinse un accordo con il presidente brasiliano Lula per la fornitura di bioetanolo da canna da zucchero brasiliano agli Stati Uniti, il bioetanolo prodotto da questi ultimi era quantitativamente poco ed eticamente “fatto male” nel senso che era derivato dal mais di importante valore primario per l’ alimentazione umana, come se non bastasse darlo come mangime al bestiame … per questo vi consiglio due libri di Jeremy Rifkin: “Ecocidio” e “Economia all’ idrogeno“.

In Europa, Francia e Svezia intrapresero la via del bioetanolo, l’ una nel 2007, l’ altra un paio d’ anni prima annunciando addirittura la propria indipendenza dal petrolio grazie anche al bioetanolo nel 2030 (qui e qui).

In Italia … ehm … in Italia … c’è l’ ATC di La Spezia, sostenitrice del progetto BEST, oltre ad una serie di piccoli e medi produttori di bioetanolo (da scarti di produzione agricola) e biodiesel (da olio di colza e di girasole, esausti o meno). E pensare che tempo fa il massimo per una barbabietola da zucchero, era essere spremuta e (forse) trasformata in mangime o concime (nella migliore delle ipotesi) … mentre la coltivazione di girasoli da olio era stata abbandonata specie nel centro Italia … figuriamoci l’ olio fritto … A proposito, a Pimonte si fa pure la raccolta dell’ olio da frittura esausto … 🙂 chissà dove va a finire ?

Anche dalla merda si ottiene qualcosa … “un gas chiamato metano citando Mad Max.

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