Leggendo qualche articolo, avrete notato le mie inclinazioni “terrone”.

E’ un qualcosa in cui sto ancora cercando una mia dimensione e nel quale sto conducendo tutte le mie tensioni, sfruttandone il valido effetto anti-stress.

Una delle mie principali occupazioni è frammentare e sotterrare i rifiuti organici provenienti dalla spesa alimentare (bucce, fondi di caffè, torsoli, scarti e avanzi vegetali). Una sorta di compost molto utile per ridurre la frazione umida dei rifiuti domestici e per concimare il terreno attraverso elementi naturali, evitando l’utilizzo di concimi di origine chimica, talvolta dannosi a lungo termine, e soprattutto costosi.

Il ragionamento di fondo è : la produzione di frutta e verdura da parte delle piante sottrae al terreno acqua, minerali e altri elementi nutritivi. Quando ce ne nutriamo, integriamo i nutrienti di questi alimenti nel nostro organismo e attraverso il ricambio, cediamo all’ambiente gli elementi ormai inutili, in modo che poi la loro decomposizione e il ciclo naturale degli elementi rifaccia il suo eterno percorso. In natura il rifiuto di un organismo è il cibo per altri organismi (Non dico che dovremmo raccogliere la nostra merda ma il concetto è comunque realizzabile, basta un piccolo sforzo … 🙂 ).

Raccogliere gli scarti vegetali presenta due vantaggi :

1) Riduce la produzione di rifiuti organici, che raccolti in grande quantità nelle discariche sono tra i più importanti fattori di rischio igienico-sanitario nonchè ambientale, richiamando animali che sono a loro volta vettori di parassiti e malattie.

2) Ristabilisce seppure in parte l’apporto di minerali e nutrienti, contribuendo a diminuire l’impoverimento dei terreni e a concimare con minore impatto economico e ambientale (questo discorso è ancora più valido da farsi soprattutto in terre coltivate intensamente e non maledette e poi benedette dalle eruzioni del Vesuvio che insieme alle piogge, ai fiumi, alle piante e agli animali hanno depositato nel suolo grandi quantità di minerali accumulati nel corso dei millenni nei boschi dei Monti Lattari, decretando la ricchezza agricola della mia zona)

All’inizio, quando avevo il terreno dietro casa, utilizzavo un secchio che svuotavo periodicamente, poi due anni fa cambiando casa, ho dovuto apportare delle lievi modifiche, approfittando della raccolta differenziata che sempre in quel periodo era cominciata finalmente (?!) a Pimonte. Tra le dotazioni del kit per la differenziata, un secchio con coperchio, rispondeva alla incombenza di tenere lontani insetti, cattivi odori, muffe e batteri e soprattutto gli sguardi curiosi e molto indiscreti dei miei compaesani dato che a Pimonte, paese agricolo, basta andare in giro con un sacchetto trasparente pieno di pomodori (freschi), per avere gli sguardi delle persone addosso.

Forse perchè questa pratica, per i motivi più disparati e forse anche comprensibili, non è tanto nota, oppure esiste ma non ne sono al corrente (a Pimonte non si comunica molto e le informazioni viaggiano poco, salvo le “solite” eccezioni). Inoltre i nostri rifiuti provenienti da frazione umida ed organica dovrebbero essere smaltiti in un qualche centro di compostaggio, in modo molto centralistico e secondo me anche (parecchio) assurdo per le suddette e cosiddette caratteristiche agricole del territorio. E pensare che anche la regione Campania ne ha parlato in qualche occasione (qui e qui) forse in maniera non molto chiara e con un approccio un pò “impedito” ma sono sempre problemi di comunicazione e l’informazione … chissà, ci sarà un motivo …

Ritornando al discorso compost, io consiglio di integrare delle erbacce (in particolare ortiche e mesurecchie, che finalmente scopro chiamarsi centocchi) e delle foglie cadute oltre che di cenere di legna di bosco quando disponibile, quindi frammentare e mescolare bene per ottenere un composto facilmente assimilabile dalla flora batterica e dal terreno e omogeneo come amalgama e grado di acidità-alcalinità (pH).

Evitare ossa e gusci di molluschi a meno che questi non vengano frantumati quasi in polvere. Evitare inoltre residui animali, quali pezzi di carne e gusci di crostacei, che con il loro odore danno problemi oltre ad attirare cani e gatti.

Spassoso questo video tematico, un pò fai-da-te un pò didattico

E qui l’esempio praticato in Campania, si capisce anche dalla spiegazione

Qualche altra informazione sul compost in inglese qui oppure in italiano per integrare suggerimenti o allargare la propria esperienza, ma sempre con buon senso :

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