Luglio è finito, Agosto è cominciato … in cammino …

E per cammino intendo sia il Cammino dell’Angelo giunto quest’anno alla quinta edizione e che si tiene sul Santuario di San Michele al Faìto, sia il cammino lungo e tortuoso che ho dovuto percorrere in compagnìa (o quasi) per raggiungere il monte Faìto da Pimonte attraverso il conosciuto (o quasi) e molto panoramico sentiero delle Tese …

Partenza il 31 da Tralìa, ora prevista di partenza le 8,00 che secondo il fuso orario locale corrispondono alle nostre latitudini alle 8,45, un quarto d’ora prima giusto per non essere definiti ritardatari … appena il tempo di fare rifornimenti, un saluto, una battuta, una telefonata, una chiacchierata, una risata e via !

Un caffè ci avrebbe sottratto tempo prezioso …

La camminata è stata impegnativa e a tratti divertente (o quasi), interrotta un paio di volte da improvvisi e brevi (o quasi) scrosci di pioggia … l’importante è essere arrivati sani e salvi (o quasi) tutti insieme (o quasi) al rifugio San Michele sul Faìto.

Tempo impiegato : poco più di 2 ore (o quasi) a seconda dei casi …

Il panorama è il solito (e scusate se è poco)

Certamente il panorama sul Vesuvio e sull’Agro nocerino-sarnese non è la sola cosa da ammirare, c’è anche il monte Sant’Angelo a tre pizzi, noto a Pimonte come “i tre pizzi di San Michele” (il Molaro/Molare e il Canino) con vista su Agerola in primo piano e sulla costiera salernitana con annesso Golfo di Salerno (poco visibile per la foschìa)

Curiose formazioni rocciose tipo questa che qualcuno paragona ad un gatto seduto

Ancora non riesco a credere di essere arrivato in cima con la lingua ancora al suo posto, nonostante uno zaino col minimo indispensabile (definirlo “stretto indipensabile” non mi è sembrato corretto), la forma fisica non proprio piena e una missione assegnatami indebitamente (ma di questo parlerò tra poco). Come se non bastasse il mistero che si annida nella mia mente, a contribuire a quest’aria mistica indotta dal panorama, dalla solennità religiosa, dalla tammurriata di Nino e dalla fame, arriva il momento del pranzo, verso il quale tutti ci incamminiamo felicemente.

La giornata è stata lunga e faticosa, il programma deve essere onorato della mia presenza, peccato per chi non c’era … momenti allegri, momenti polemici, momenti divertenti, momenti assorti, momenti indifferenti ma pur sempre momenti.

Tralascio le diverse situazioni più o meno divertenti e gli scambi culturali tra paesani e forestieri, l’organizzazione dell’evento, le cui impressioni sono intime e personali (o quasi). A parte una processione serale verso la grotta di San Catello, condotta attraverso i faggeti tipici della zona, ai limiti del masochismo oculare, con libri di canto da leggere alla luce di candele (?!) tradizionali e scenografiche ma anche fastidiose per la vista specie quando si è in cammino; perciò passerei senza troppo indugio alla cena, cercando di trattenermi perchè a questo punto mostrare peccati di gola nell’ambito di una manifestazione montuoso-religiosa mi sembra davvero una cattiveria … è troppo !

Le nefaste (o quasi) conseguenze della cena a base di pasta e fagioli (bianchi) corretta al peperoncino, fagioli conditi, polpette, insalate di pomodori, patate e fagiolini e dolce finale, si sarebbero fatte sentire nelle ore successive non sotto forma di eventi di natura eruttiva a carattere esplosivo, ma semplicemente come movimenti gastro-tellurici meglio noti come turcimient e panza … e si sa, quando si tratta di mangiare (bene), nessuno può tirarsi indietro (ammesso che si riesca a farlo, sarebbe un vero atto di fede) !

Una lunga (o quasi) notte di sonno ristoratore (o quasi) mi attende …

Come previsto il risveglio non è dei migliori, mal di testa e mal di pancia sono cose poco simpatiche da affrontare al mattino come la fila al bagno e l’intontimento mattuttino aggravato da poche ore di sonno tranquillo (o quasi) e dall’invito a vedere l’alba di questo nuovo giorno … visto tra l’altro di striscio causa sonno.

Il panorama è sempre quello (o quasi)

La mia meta di oggi sarà questa

Colazione leggera (o quasi), una veloce rinfrescata e poi verso il Molaro per compiere la missione e far fare una grande figura al popolo pimontese (che purtroppo non verrà mai a sapere, a meno che non legga queste parole …).

Il giorno prima della partenza, un certo F. G., che chiamerò in confidenza Zì Catiè, sapendo del mio “pellegrinaggio” verso il Faito e il Molaro, mi ha gentilmente invitato a portare una bandiera italiana da collocare presso la lapide commemorativa di Ernesto Apuzzo noto e amato allenatore di calcio, la cosiddetta “Ernesto’s stone”

Mai avrei immaginato che un giorno avrei avuto a che fare con questa storia …

Chissà perchè erano in tanti a portare la lapide mentre a portare la bandiera ero solo io ? Forse perchè la lapide essendo fatta di pietra dei Monti Lattari (spero) è un pò pesante mentre la bandiera è soltanto ingombrante … poi la data sulla dedica scritta sulla bandiera la dice lunga sulla immane capacità organizzativa (o quasi) pimontese :

24-01-2010

Ad ogni modo la bandiera è stata collocata alla meglio e rimarrà a visione di Pimonte almeno fino al prossimo temporale …

Al primo colpo di vento sembra resistere …

Anche al secondo …

Così tra croci, antenne e pannelli fotovoltaici

… adesso c’è anche una bandiera che sventola e che guarda verso il proprio ingrato e disgraziato paese che merita di restare così come è per la fine dei secoli …

Consoliamoci col bel panorama … Vista Faìto e Vesuvio con Pimonte in basso a destra

Vista prosecuzione penisola sorrento-amalfitana con Positano in basso a sinistra e Capri all’orizzonte … semplicemente stupendo !

Uno scorcio di Positano

Eh si, Pimonte e Positano si trovano proprio in direzioni opposte rispetto al complesso montuoso del Faìto, mi fa una certa emozione poterlo constatare visivamente e non solo sulle mappe della zona. Questo a testimonianza della grande variabilità di questa zona di mare e monti, croce e delizia di questa terra.

Tornato al Rifugio San Michele giusto per il pranzo, assisto e partecipo all’ennesimo festival delle calorìe a base di spaghetti al pomodoro, polpette e insalate varie e immancabile dolce finale.

A differenza della cena del giorno prima il pranzo non è cominciato con frasi del tipo “L’aria di montagna mette fame ! Evviva le cuoche !” e non è terminato con frasi tipo “M’agg abbuffat, m’agg ‘nturzat, agg magnat assaj …”.

Subito dopo, complice la pennichella pomeridiana, è scattato quel momento di stasi che preannuncia la parte finale delll’evento. Partono le riflessioni :

Ho percorso qualche bel sentiero, ho visto panorami stupendi che rispecchiavano le aspettative paesaggistiche che mi ero fatto, ho incontrato tante persone, in particolare quelle del CAI di Castellammare, che desideravo incontrare da tempo, con cui è stato piacevole parlare a quattr’occhi di quanta ricchezza abbiamo a livello di montagne, sentieristica e tradizione, tutto questo a poca distanza (in linea d’aria) da ben note località marine e da grandi vie di comunicazione provenienti da Napoli e Salerno.

Penso che parteciperò a qualche loro prossima escursione, tempo e fisico permettendo !

Il Cammino è ormai giunto al termine, l’Angelo si è stancato di camminare e ha ripreso il suo volo tra queste montagne (beato lui, piacerebbe farlo anche a me e non per la stanchezza), per noi comuni mortali restano i sentieri, i passaggi in auto, gli autobus e la funivia del Faìto.

L’importante è organizzarsi (o quasi).

Ah, ripetere che l’organizzazione del Cammino sul versante pimontese è stata curata dall’associazione “Pimonte domani” nell’ambito del progetto “Tu, Io e …” del Forum dei Giovani di Pimonte, vista la partecipazione e visti i tartassamenti fatti ripetutamente su questo blog, mi sembra un pò eccessivo …

Nota negativa : Ho perso le chiavi di casa e non le ho ancora ritrovate, se qualcuno dovesse trovarle lassù, potrebbe pensare, tra tanti santi messi in mezzo (Michele, Catello e Antonino), che possano essere le chiavi del Paradiso di San Pietro visto che al Faìto ci si trova davanti tutto quel paradiso a disposizione senza troppi vincoli (o quasi) …

P.S. : Chiavi ritrovate … erano nel sacco a pelo. Meno male !

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