Non mi sorprende constatare come la lettera scritta alcuni giorni fa dal mio amico Nino per la difesa e la salvaguardia della tammurriata pimontese stia generando un piccolo putiferio nella monotona e amena vita di paese, soprattutto tra i giovani del Forum che dovrebbero e sono (salvo incursioni di disinformazione e/o cattiva informazione con contorno di pettegolezzi e fraintendimenti senza fondamento) le menti più giovani (altrimenti saremmo un pò inguaiati), fresche (nei limiti della mente umana) e aperte (No comment, salvo gradite e per fortuna non rarissime eccezioni).

Tralasciando alcuni aspetti imprevedibili perchè riguardano la sensibilità, l’emotività e le reazioni (spesso impulsive) mia e delle altre persone, tutto il resto non è assolutamente una novità, anzi sembra il sempre solito e amaro copione.

Posso capire che si tratta di un argomento di nicchia tale da non poter essere trattato in modo generale e per un grande pubblico, ma non bisogna dimenticare che la musica e il ritmo hanno un grande potere nel riunire persone e modi di pensare differenti in quanto si tratta di un linguaggio universale.

Ripeto : Questa tradizione di musica popolare, secondo me, oltre al territorio, è ciò di unico che il paese possa offrire. Ormai qualunque paese è in grado di fare una festa o una sagra che dir si voglia, con prodotti e tradizioni “tipiche” o cosidette tali.

L’unico fattore di variabilità e quindi di interesse è il contesto territoriale in cui si svolge l’evento. Se mangio una mozzarella fatta ad Agerola ma a casa mia, la mozzarella sarà sempre buona, ma se la mangio ad Agerola, con l’aria di Agerola, le montagne e la vista sul mare, il sapore e la sensazione saranno totalmente differenti.

Si dirà : Questi beni richiedono molto impegno e hanno un basso introito monetario nel breve termine, non conviene … bisogna stabilire le competenze … e poi Pimonte andrà verso prodotti tipici come ciliege e castagne … Forse !

Dico qualche “parolaccia” condivisa con Nino :

Il territorio deve essere vissuto e non “consumato” (bruttissima parolaccia !) in un momentaneo e frenetico mordi e fuggi,  dando una base culturale al paese in modo convincere le persone a ritornare e ad approfondire la conoscenza della zona.

A questo si aggiunge il vantaggio strategico di Pimonte di trovarsi lungo la direttrice principale che collega via terra la penisola sorrentina con la costiera amalfitana e quindi con un grande flusso turistico sempre garantito, altrimenti Pimonte sarà solo un paesino sulla strada per Agerola e Amalfi, in cui fermarsi al massimo solo per un caffè e/o per chiedere informazioni, in quanto in una tratta turistica così frequentata mancano le opportune (e corrette) indicazioni stradali.

Nel mio piccolo continuerò a sostenere e condividere l’iniziativa e spero che verrà al più presto tenuto un incontro dal vivo tra le parti ossia tra Nino e il Forum dei Giovani così da poter dare spazio a chiarimenti ed eventuali spiegazioni senza l’intralcio e l’intreccio di false verità, impulsività e fraintendimenti, limando ed eliminando ogni attrito e incomprensione, cosicchè questa situazione possa concludersi nel migliore dei modi.

E “nel migliore dei modi” intendo (e spero) per Pimonte e la sua tradizione.

Perchè  se Agerola è detta la “Svizzera dei Monti Lattari“, Pimonte potrebbe diventare l'”Austria dei Monti Lattari” !

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