Una tranquilla giornata universitaria, un tranquillo pomeriggio in MoVimento a via Scarlatti e poi in serata una pizza napoletana in compagnìa di due splendide ragazze 😉 alla pizzeria Trianon (qui un’altra recensione favorevole come quella delle due amiche).

Non me ne vogliano male i puristi della pizza napoletana verace, ma essendo stato educato al gusto della pizza preparata in provincia sullo stile del panuozzo fatto a Gragnano (con qualche piccola eccezione), sono più propenso ad una pizza più guarnita e con un impasto meno denso e più lievitato con una cottura più accentuata.

Quella fatta in stile verace partenopeo con impasto denso e guarnitura spartana poco cotti nell’insieme (con pozzanghera acquosa al centro, utile nell’indicare la freschezza della mozzarella ma insidiosa quando si tratta di gustare con mano e con le mani la squisita prelibatezza) e con un profumo d’olio molto intenso, è uno sfizio di emergenza durante le permanenze napoletane.

Inoltre mi piacerebbe l’atmosfera napoletana classica, quella romantica e tranquilla col mandolino e con quell’aria serena adatta alla conversazione, non certo quella moderna col televisore sempre sintonizzato su qualsiasi argomento attinente al calcio … 😦

Non mi sembra di chiedere troppo, ma i tempi sono cambiati … o sono io ad essere troppo antiquato e nostalgico di un passato che in fondo non ho mai vissuto ?

Per la cronaca : Ho mangiato una margherita

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