Mentre ricorre il decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre e mentre attendo che si accumulino delle notizie e delle opinioni interessanti sul Cozza Day di ieri …

… Oggi sono andato per la prima volta sul Sentiero degli Dei partendo da Agerola.

L’occasione è stata questa escursione organizzata da un’associazione locale.

Partenza da Bomerano, sentiero basso e arrivo a Positano (previa navetta) dopo il passaggio con vista a Montepertuso e infine arrivo a Nocelle.
Io lo consideravo e lo considero ancora, dopo averne ricevuto conferma podistica e paesaggistica, il biglietto da visita sentieristico per principianti dei Monti Lattari.

Gli unici intoppi sono stati il gruppo divisosi in due tronconi, uno abbastanza “veloce” e uno lento che si distaccavano di qualche decina di minuti oltre alle (per me purtroppo note) coincidenze dei pullman della SITA, che si chiamano così perchè per “coincidenza” dal pullman, vedi partire l’altro pullman che avresti dovuto prendere …

Così è successo dalla navetta Nocelle-Positano, da cui abbiamo visto partire il pullman per il tratto Positano-Amalfi (preso mezz’ora dopo, attendendo, e comprando qualcosa in un bar di fronte alla fermata, perchè uno era partito proprio mentre la navetta stava arrivando, guarda caso …), nel quale le curve prese in velocità dall’abile e cazzimmoso autista nelle strette vie della costiera, gli hanno fatto meritare gli (im-meritati) applausi dei (rintronati) turisti stranieri e le mie imprecazioni del tipo “C’eccis a salut !” … e sul pullman per il tratto Amalfi-Agerola preso dopo un’ora di attesa (e quindi di passeggio e acquisto per le vie amalfitane con gelato d’obbligo) …
Sarà uno stratagemma comune per far girare l’economia …

Andate ad Agerola, andate in costiera amalfitana, ma non fate (troppo) affidamento sui mezzi di trasporto pubblici a meno che non abbiate uno stomaco forte e tanta ma tanta pazienza e forza di volontà … perchè andarci in macchina può essere un altro inferno !

Ah, dimenticavo la passeggiata “riparatrice” per la processione della Madonna di Tralìa a Pimonte … qualche cafonata, lo sparo a bassa quota di assordanti botti con il conseguente dispendio di carta (moneta) … sarà la polemica dei prossimi giorni …

In un impeto di passione ed entusiasmo sull’onda degli eventi scrissi questo :

https://albertog1984.wordpress.com/2010/09/02/sbatti-il-mostro-in-prima-pagina/

In questo anno sul web e sul blog ho notato un tiepido interesse per l’argomento e allora tanto vale riproporre tutto ciò che avevo scritto senza dimenticare questo altro articolo :

https://albertog1984.wordpress.com/tammurriata-di-pimonte/

E riunire tutto quello che c’era e che ancora ci sarebbe da dire …

Non è cominciato il nuovo giorno che è arrivata una cosa interessante da riportare :

Dopo la solita serata estiva a chiacchierare del più e del meno (soprattutto del meno), appena rincasato all’una di notte, ho fatto una cosa che ha prolungato ancora di più le ore piccole … ho acceso la TV e ho trovato questo interessante documentario

Mitumba : un documentario che fa riflettere e mi fa pensare quanto ognuno di noi sia una goccia nell’oceano, quanto possano essere diversi i problemi quotidiani che la vita e la modernità ci riservano se visti da un’ottica diversa (sebbene accomunati dagli stessi meccanismi economici e dagli stessi bisogni) e quanto il nostro stile di vita consumistico “occidentale” possa influenzare e alterare vite ed economie lontane che molti non riterrebbero collegabili alla nostra società in questo mondo sempre più globalizzato.

Una riflessione che tende a minimizzare e ad annullare ogni inutile congettura e inconcludente paranoia tipo il dilemma tra una riunione per “I migliori anni 2011” e una prevista piacevole quanto freddolosa nottata sul Molare. Andrò alla riunione …

La dimenticanza è questa (mancata) romantica escursione notturna sui Lattari mentre questo articolo di Libero ricercatore è la ricordanza.

E prima di dimenticarlo, ricordo che domani comincerà la festa al borgo (?!) di Tralìa.

 

Partenza da San Lazzaro ad Agerola, passaggio per sentieri dall’atmosfera familiare, panorami stupendi sul versante amalfitano, visita al convento di Cospita così simile al Castello Lauritano agerolese e al Castello di Belvedere pimontese, formazioni geologiche calcaree straordinarie ed imponenti a picco sul mare e su valloni ricchi di vegetazione e di animali (insetti soprattutto, in particolare tafani 😦 attratti dai greggi di capre), torrenti ricchi d’acqua con salti e cascate spettacolari, aspetti naturalistici che si fondono con esempi di archeologìa pre-industriale, le coltivazioni di limoni irrigate da un antico quanto ingegnoso sistema di deflusso delle acque montane provenienti dalla conca montuosa dietro Amalfi e infine Amalfi nel suo aspetto più estivo e turistico.

Questa è stata oggi l’escursione verso Valle delle Ferriere.

Difficile è stata lasciarla, sia per una questione di soddisfazione sia per una questione logistica dettata dalla solita (in)efficienza del trasporto pubblico locale.

Oggi sono tornato ad Agerola in macchina purtroppo per partecipare alla escursione per il paese organizzata dall’Associazione Sentiero degli Dei presente nel programma Luna d’Agerola, ma per una errata segnalazione è stato sbagliato il punto di partenza e quindi non ho potuto partecipare dall’inizio (avrei potuto raggiungerli, ma preferivo cominciare dall’inizio … forse era meglio se andavo a correre sul Faito).
Ho compensato in parte con metà sentiero del Pennino e con un banchetto di book-crossing tenuto dall’associazione AgerolaReset.

In serata sono venuto a fare un giro alla attesa festa del Fiordilatte, ma sinceramente qualcosa è cambiato, della serie “quando la quantità è più importante della qualità”.

Anche quest’anno ho partecipato al Cammino dell’Angelo sul monte Faito !

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Differenze col cammino dell’anno scorso ?

Più divertimento, meno freddo e più allegrìa in compagnìa ! 😀

Ma è meglio descrivere le due giornate dall’inizio :

Domenica 31 luglio, ore 5:30

Nonostante ieri sia andato a vedere questo spettacolo teatrale di alcuni amici e mi sia ritirato tardi, il pensiero dei preparativi ancora da terminare, o più correttamente da cominciare, mi ha fatto aprire gli occhi pochi minuti prima del suono della sveglia.

Ore 7:20

Arrivo al punto di partenza da Pimonte : Il piazzale della Parrocchia di Tralia.
Sono l’unico e la cosa non mi sconvolge particolarmente …

Nel caso il piano “A” che stava per “Ascensione” non si fosse realizzato avevo pronti il piano “B” ossia “Bici” e il piano “C” ossia “Casa” e nel caso nemmeno il piano B si fosse realizzato, il piano “C” sarebbe diventato automaticamente il nuovo piano “A” ossia “A casa”. Ma torniamo alla descrizione … è meglio …

Ore 7:40

Finalmente arriva qualcuno … pimontesi ?! No, grazie !
Infatti sono due gragnanesi : Maria e il nipote Guido.

Ore 8:00

Dovremmo partire da uno dei “sentieri dell’Angelo” ovvero il sentiero delle Tese che da Pimonte, da Tralìa più precisamente, sale verso il sentiero della Cresta che conduce al Santuario di San Michele al Faito.
Visto “l’alto numero di partecipanti”, Maria di Gragnano decide di contattare i referenti del “pellegrinaggio religioso-escursionistico”, io in tutta sincerità stavo già pensando di passare al piano “B” …
Primo tentativo di contattare il referente di Pimonte (che conosco) fallito, non è raggiungibile. Intanto sono passati in momenti diversi in auto due esperti del sentiero, uno assente giustificato per motivi di lavoro (me lo aveva riferito il giorno primo), l’altro non si è fermato nemmeno per informarsi, dato che mi conosce e che doveva sapere del Cammino dell’Angelo (l’anno scorso fu uno dei “partecipanti dal piè veloce”) …
Riusciamo a prendere contatto con il referente di Castellammare Antonio del CAI stabiese, che ci consiglia di incontrarci sull’antico sentiero di Monte Coppola da cui poi prendere la deviazione che porta ad uno dei “sentieri dell’Angelo” segnalati dal CAI che porta verso il Faito (lo avevo già visto in altre escursioni a Monte Coppola, ma non l’avevo mai intrapreso).

Ore 8:30

Dopo che il marito di Maria ci ha accompagnati sul fondo di Via Canti, abbiamo raggiunto in 5 minuti il piazzale di Monte Coppola e dopo essere entrati nel sentiero antico, in un quarto d’ora incontriamo e conosciamo Antonio. Poco prima avevamo incontrato anche delle persone che stavano liberando il passaggio da due alberi caduti durante le piogge di fine primavera.

Ore 8:50

Finalmente prendiamo il sentiero che porta al Faito : in poco più di mezz’ora di cammino in salita raggiungiamo il resto del gruppo.

Ore 12:00

Dopo alcune soste per liberare il passaggio da rami e fronde varie e un paio per riposarsi, assistiti e dissetati dalla Misericordia di Gragnano, all’intersezione del sentiero con le “Tese di Castellammare”, la strada carrabile che collega il Faito con Vico Equense e Castellammare, siamo finalmente arrivati sul sentiero della Cresta, quasi in cima !
Abbiamo un’altra ora per fare conoscenza, chiacchierare e raggiungere il Santuario all’una, giusto per la cerimonia di accoglienza dei gruppi escursionistici che sono partiti da Castellammare, Vico Equense e Angri (stendo un velo quasi pietoso su Pimonte …).

Ore 13:00

Siamo arrivati al Santuario, ad occhio siamo in totale più di 50 persone.
Pranzo al sacco e meritato riposo a schiene, gambe e piedi.

Santuario di San Michele al Faito

San Michele Arcangelo che appare ai santi Catello e Antonino

Statua della Madonna con Vesuvio sullo sfondo

Monte Sant’Angelo a Tre Pizzi (sulla destra) e scorcio di Agerola (a sinistra)

Ore 16:00

L’imprevisto :
Dopo il pranzo e il riposo pomeridiano per chi ha potuto e/o voluto concederselo, come da programma alle 16:30 si sarebbe dovuta tenere la celebrazione religiosa con la Cerimonia dell’Olio, una donazione simbolico di olio da lampada alla statua di San Michele (rito dalle presunte e plausibili origini pagane) presieduta ogni anno da uno dei tre comuni (Castellammare di Stabia, Vico Equense e Pimonte) su cui si estende il Faito.

Quest’anno sarebbe toccato al comune di Pimonte …

Meno male che San Michele è il patrono di Pimonte e che molti fedeli paesani sono devoti al santo … infatti a pochi minuti dall’inizio della funzione nessun esponente istituzionale del paese (era atteso il vicesindaco che conosco perchè tra le altre cose porta il mio stesso cognome ed è il mio “amministratore di condominio”) o paesano si era presentato … ma in fondo me lo aspettavo come la “straordinaria” partecipazione al pellegrinaggio, grazie anche alla massiccia opera di comunicazione e diffusione perpetuata nel paese (qualche locandina affissa qua e là, io ho visto solo due locandine in un paio di bar, spero che ce ne sia stata qualcun altra almeno nelle parrocchie …).

Per mia mancanza non avevo questo “piccolissimo” particolare nel programma poichè mi ero interessato solo ai dettagli escursionistici, essendo io un uomo di pochissima fede religiosa al confronto di tanti compaesani devoti, fedeli o presunti tali …

Insomma mancava un rappresentante di Pimonte, a parte … il sottoscritto …

“Casualmente” qualche amico stabiese comincia a girarsi verso di me facendomi intuire il prevedibile, intanto il mio lato pimontese comincia ad affiorare suggerendomi di non espormi, quando accade “l’irreparabile” …

“Ma tu sei di Pimonte …” osserva uno dei partecipanti.

Il parrocco della Chiesa di San Michele si gira verso di me, io non posso far altro che confermare le mie origini e a quel punto è deciso :

In assenza di un rappresentante istituzionale, io avrei dovuto presiedere la cerimonia in quanto unico pimontese presente …

Ore 16:30

La Cerimonia ha inizio … imbarazzante, sia per la contumacia dei miei paesani sia per gli auguri che il parrocco mi fa affinchè io possa diventare il futuro sindaco di Pimonte 😯 , e anche entomologica per una certa quantità di mosche e moscerini affogati nell’olio della lampada.

Ore 17:00

La cerimonia è conclusa, le benedizioni di rito anche … può cominciare il convegno “Uomini di montagna, pellegrini di fede” presieduto da Annamaria Martorano, presidente del gruppo regionale del CAI Campania, Enzo Di Girolamo del Comitato Scientifico Centrale CAI “Gruppo Terre Alte” e che si incentra sulla figura e sul ricordo di Manlio Morrica, avvocato e appassionato escursionista di cui verrà scoperta una stele commemorativa verso le 18:00 alla presenza di amici, parenti e figlia (commossa).

Ore 18:30

In anticipo sui tempi comincia la Messa che non seguo per ovvi motivi di (poca) fede.

Ne approfitto per montare le tende con gli amici del CAI, sia per passare il tempo sia perchè dovrò trascorrere la notte in tenda con loro per assenza di posti letto nel rifugio.

Ore 19:45

Cominciano i preparativi per la fiaccolata notturna che partirà dal Santuario per arrivare allo sperone di roccia che sovrasta la grotta di San Catello (grotta non accessibile facilmente per motivi che spiegherò in seguito) come l’anno scorso.

Ore 20:00

Parte la fiaccolata.
Avendo avuto esperienza di quella dell’anno scorso dove le mie (già non perfette) facoltà visive erano state messe a dura prova nella lettura di fogli di preghiera e di canti alla fioca luce di una fiaccola, quest’anno mi sono equipaggiato portando la mia fedele torcia a led ricaricabile manualmente e la lampadina sempre a led ad energìa solare, ma ironìa della sorte, quest’anno nulla da leggere, l’unico uso utile è stato solo quello di evitare che inciampassi su qualche radice di faggio del sentiero.

Ore 22:30

Ritorno al rifugio : Finalmente si cena !

Memore della immane esperienza nutritiva dell’anno scorso a base di imprecisate quantità di pasta e fagioli, insalate varie di pomodori, fagioli e fagiolini, vino a volontà e dolce finale (i quali generarono successivamente acidità di stomaco in me ed altri dallo stomaco “raffinato” e fenomeni gastro-eruttivi noti universalmente a Napoli e provincia come turcimient e panz in altri dallo stomaco più delicato), quest’anno ho deciso di tenermi leggero grazie anche al fatto che non avevo compagni di tavola che mi inducessero a mangiare con la giustificazione della mia “giovane età”.
In effetti mi ha anche aiutato il fatto che le libagioni a base di pasta e fagioli (che non ho assaggiato sia perchè non convinceva il virtuoso del fagiolo che è in me, sia perchè anche volendo non ne era rimasta più poichè mi ero presentato tardi alla pentola) e insalata di pomodori e fagioli con (poco) pane (elemento indispensabile per il sottoscritto) fossero meno abbondanti. Forse sarà una evoluzione verso un prossimo digiuno religioso … Chissà … 🙄

Ore 23:30

Finita la cena con annesso “seguitissimo” piano bar (grande novità dell’anno !) e dopo aver dato un libero contributo il cui valore è stato ispirato dalla trinità del Faito (montagne, panorama e religiosità), cerco di lavarmi e di andare a dormire in tenda.

In un modo o nell’altro ci sono riuscito …
Lunedì 1° Agosto, ore 1:00

Adda passà a nuttata : La voglia di baldoria dei mie compagni di tenda si scontra con la mia ricerca di almeno qualche ora tranquilla di sonno, e baldoria sia !

Ore 5:00

Tutto tace ma il silenzio durerà meno di mezz’ora …

Ore 5:30

Parte la sveglia dei mattinieri. Mi divincolo nella tenda e tento di recuperare un poco di lucidità per assistere all’alba del nuovo giorno. Fa molto meno freddo dell’anno scorso …

Ore 6:00

Ecco l’alba !

Ore 6:30

Celebrazione religiosa ed ennesima foto di rito

Ore 7:30

Colazione e sistemazione dello zaino perchè si devono togliere le tende, letteralmente …

Ore 8:30

Decido di andare con la gioventù del CAI alla grotta di San Catello anzichè andare con il resto del gruppo al Molare/Molaro (cima del monte Sant’Angelo a Tre Pizzi noti a Pimonte come “I Tre pizzi di San Michele), lì ci andrò da solo più tardi tanto lungo il tragitto si incontra sicuramente qualcuno di compagnìa.

Ore 9:30

Tagliando per la strada carrabile, percorriamo il sentiero percorso ieri durante la fiaccolata tra i faggi per poi prendere la deviazione che conduce alla grotta.

Questa è la grotta vista dal sentiero di accesso.

Grotta di San Catello

Il sentiero non è pienamente accessibile e affidabile in quanto è formato da sporgenze rocciose che si affacciano su un baratro su cui bisogna camminare aggrappandosi ad una catena non molto tesa e stabile sistemata in precedenza.

L’interno ha un’atmosfera mistica ed eremitica, dopo tutto è stato il luogo di meditazione di San Catello.

Ore 10:30

Ci appollaiamo sullo spuntone roccioso che sovrasta la grotta e chiacchieramo di varie cose, dai peli delle pesche al Castello di Pino.

La foto più decente ...

Pare che anche il gruppo che è salito sul Molare/Molaro sia arrivato.

Ore 11:00

Torniamo indietro, al bivio col sentiero per il Molare/Molaro saluto i ragazzi e mi dirigo verso il Molare/Molaro. Sicuramente incontrerò il gruppo che sta scendendo, cosa che avviene alla fonte d’acqua a metà percorso dove ci scambiamo i contatti e ci salutiamo.

Ore 11:45

Sono arrivato in cima ! L’aria che odora di bosco e di capra si carica dell’umidità che dal golfo di Salerno risale e si disperde a valle sul versante napoletano.

Ore 12:15

Il panorama è sempre stupendo !

Qualche foto a luoghi noti visti dall’alto …

… e alla Ernesto’s stone dell’anno scorso, senza bandiera ma con sciarpone del Napoli …

… i cellulari cominciano ad abbandonarmi dandomi appena il tempo di scattare foto e di mandare qualche messaggio, un breve e intenso momento di meditazione finale rivolto a Pimonte e poi posso scendere e tornare al Santuario. Comincia a farsi tardi …

Ore 13:50

Ritorno al Santuario, tutti se ne sono già tornati a casa con la funivìa o con altri mezzi.
E’ rimasto solo il mio zaino …
Cambio veloce di maglietta, zaino in spalle e lascio il Santuario.
Ufficialmente il Cammino dell’Angelo 2011 è finito ma non per me.
Devo tornare a Pimonte !

Ore 14:00

La mia mente malata pensa di tornare a casa a piedi “circumnavigando” il Faito sulla strada carrabile che costeggia Vico Equense e termina a Castellammare, ma deve fare i conti col mio fisico stanco e provato. Già i primi pochi chilometri in discesa su strada asfaltata rivelano che devo cambiare piano : lo zaino è abbastanza pesante, la schiena e le gambe sono stanche, i piedi sono quasi delle croccopizze (lo diventeranno di più a casa), ho lo stomaco quasi vuoto (ho mangiato solo del pane e marmellata avanzato a colazione) e gli occhi mi si chiudono sia per il sonno sia per l’orario da pennicchella.
OK, è deciso : Scendo a Castellammare con la funivìa !

Ore 14:40

Un biglietto di 5,30 € e in mezz’ora sono arrivato a Castellammare.
Per un errore di calcolo non sono riuscito a fotografare la vista di Pimonte dalla funivìa. Sarà per un’altra volta …

Ore 15:15

Sono a Castellammare centro, adesso devo risalire a Pimonte …
Come fare ? A piedi da Pozzano o da Quisisana ?
Naturalmente evito il pullman della SITA per capriccio …
Pozzano è meno diretta da raggiungere e inoltre mi allungherebbe il percorso, perciò vada per Quisisana …

Ore 16:15

Dopo un’ora di cammino e dieci minuti di riposo, prendo il sentiero per Monte Coppola.
La stanchezza si fa sentire, barcollo ma non mollo e per tenermi abbastanza sveglio, penso a tutti i momenti trascorsi in questi due giorni e a come li trascriverò sul blog.

Ore 17:30

Finalmente a Pimonte, l’ultima ripida salita e sarò a casa !

Ore 18:30

Passaggio per la strada principale del paese con gli occhi dei paesani addosso (non sono abituati a vedere uno zaino da campeggio così come non sono abituati a vedere turisti, stranieri e forestieri) e finalmente sono a casa ! Qualche chiacchiera di sfogo …

E l’avventura del Cammino dell’Angelo 2011 può dirsi conclusa per me.

Sono molto stanco, i ricordi si sono fusi in una poltiglia ma dopo tutto sono soddisfatto !

All’anno prossimo, se potrò !